IL MERCATO SANITARIO NAZIONALE ALLE SOGLIE DEL 2000:

L’OFFERTA DI SOLUZIONI DI INTERNETWORKING

 

Paolo Inchingolo

 

DEEI – Dipartimento di Elettrotecnica, Elettronica ed Informatica

Università di Trieste

 

Sommario

Sommario *

Stato dell’Arte sulle Reti di comunicazione avanzata negli Ospedali *

Le esigenze odierne di strumenti di interconnessione nella sanità *

Le moderne soluzioni per le interconnessioni in rete in un ospedale *

Aspetti di sicurezza informatica nella sanità: *

Introduzione *

Sicurezza dei dati *

Riservatezza dei dati *

"Smart Network Security Services" di Cabletron *

VPN support (Reti virtuali private per controllare la sicurezza degli accessi da parte della comunità degli utenti) *

Policy Management (Per configurare e controllare le politiche di accesso) *

Firewall Services (Per la massima sicurezza e protezione) *

Il mercato sanitario italiano *

La distribuzione delle Aziende e degli ospedali sul territorio nazionale *

AZIENDE *

OSPEDALI *

AZIENDE *

OSPEDALI *

Le Aziende Ospedaliere di rilievo nazionale e di alta specializzazione *

Le dimensioni delle Aziende Ospedaliere *

Aziende / ospedali di maggiori dimensioni (posti letto) *

La sanità privata *

Assessorati, Settori e Direzioni Regionali alla Sanità *

Le Facoltà di Medicina e Chirurgia *

Canali di informazione privilegiati *

Appendici *

Aziende Ospedaliere/Ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione - Ospedali di rilievo regionale *

Assessorati, Settori e Direzioni Regionali alla Sanità *

Le Facoltà di Medicina e Chirurgia *

Associazioni Economi, provveditori, Ingegneri Clinici *

Associazioni Dirigenti medici (target selezionati) *

 

 

Stato dell’Arte sulle Reti di comunicazione avanzata negli Ospedali

L’Information Technology (IT) sta certamente condizionando pesantemente la transizione della fine di questo millennio, modificando tutte le attività economiche e sociali in tempi estremamente più brevi di quelli sperimentati con la rivoluzione industriale e con conseguenze anche maggiori.

Lo sviluppo dell’IT nell’ambito sanitario-ospedaliero è certamente uno dei più rilevanti tra tutti i campi della sfera sociale. La tecnologia di rete ATM (Asynchronous Transfer Mode), ad esempio, si è sviluppata prima di tutto all’interno degli Ospedali. Oggi l’ATM costituisce la moderna soluzione per la realizzazione a livello geografico, anche mondiale, di sistemi di reti multimediali, che portano contemporaneamente, su canali virtuali differenziati, dati, voce (da poco anche il telefono), video, controlli, ecc.

 

Le esigenze odierne di strumenti di interconnessione nella sanità

In particolare, riferendoci alle applicazioni distribuite e alla necessità di implementazione e di continuo sviluppo di infrastrutture di reti di interconnessione nella sanità, bisogna considerare i seguenti aspetti che, forse più di ogni altro ambiente, condizionano le scelte programmatiche nel governo di questo settore critico:

  1. Sempre più forte appare nell’ambiente medico-sanitario (nonché in quello assistenziale) la necessità di integrazioni in linea di servizi, anche disomogenei, a livello di azienda ospedaliera, di città, di azienda territoriale, di una regione, di uno stato, di una comunità di stati, e, in taluni casi, del mondo intero. L’oggetto di integrazione, inoltre, non è più limitato all’ambiente sanitario in senso stretto, ma coinvolge sempre più altre realtà, che possono fungere da servizio ad esso. Un esempio è l’integrazione di servizi al cittadino, quali il CUP, in servizi generalizzati più ampi, quale l’URP (ufficio relazioni con il pubblico, ovvero uno sportello integrato per più servizi) che può essere situato ad esempio in una sede comunale.
  2. L’eterogeneità delle infrastrutture di rete che devono essere tra di loro interconnesse, che è estremamente ampia proprio nell’ambiente ospedaliero, anche in un singolo Ospedale, per ovvie ragioni legate ad una inevitabile autonomia dei vari reparti ospedalieri e ad una necessaria differenziazione delle soluzioni tecnologiche a seconda del tipo di servizio clinico-sanitario o assistenziale che deve essere erogato.
  3. La crescente necessità di interconnettere a tutti i livelli disparate e diverse applicazioni, facendole convivere in un ambiente di Intranet, ovvero in un ambiente dotato di tutte le prerogative della tecnologia Internet, ma limitate ad un ambiente ristretto per ragioni di diverso tipo, tra cui principalmente per la sicurezza e il mantenimento della segretezza dei dati sensibili, quali sono appunto i dati clinici di un paziente, e per l’ottimizzazione dei collegamenti e della banda di comunicazione a disposizione, al fine di poter garantire l’esecuzione di un servizio in tempo reale o comunque nei tempi imposti dal processo medico-clinico-assistenziale – anche di quello d’urgenza – senza essere succubi di inaspettati rallentamenti dovuti a congestione nei sistemi di comunicazione.
  4. La crescente necessità di operare con standard protocollari accettati ed implementati da tutti coloro che contribuiscono con i loro prodotti e/o servizi all’universo tecnologico nell’ambiente medico-sanitario, di cui l’esempio più rilevante è il protocollo DICOM3, che realisticamente è oggi diventato il punto di convergenza nella comunicazione medica della maggioranza dei costruttori industriali di apparecchiature di imaging e anche di altre settori delle apparecchiature biomedicali, incluso, da poco, il laboratorio di analisi chimico-clinica.
  5. La crescente necessità di organizzare sistemi centralizzati di archiviazione di dati, referti, immagini e segnali relativi alla storia recente e parzialmente a quella globale di ogni cittadino, mediante scelte operative in grado di offrire servizi scalabili dai piccoli numeri a grandi numeri, con il mantenimento in ogni caso di una capacità obbiettiva di memorizzare e di recuperare le informazioni necessarie nei tempi richiesti dal processo medico-clinico, in modo univoco e sicuro.
  6. La necessità sempre crescente di implementazione di tecniche di sicurezza operanti a tutti i livelli, in grado di rendere disponibili tutti e soli gli accessi e le informazioni a chi ha il diritto di ottenerli. Questa necessità si è andata ad enfatizzare in modo determinante in Italia con l’entrata in vigore della complessa legge sulla privacy 675/96, che pone il nostro paese al primo posto nel mondo per la difficoltà nel ottemperare alla legislazione nel settore se non ci si dota di strumenti realmente efficaci, pena lo scadimento del servizio stesso erogato.
  7. La crescente richiesta di comunicare blocchi molto grandi di informazione, quali serie di immagini radiologiche, anatomo-patologiche, ecc. da una postazione all’altra all’interno di un ospedale, e anche tra ospedali di una azienda ospedaliera o di una comunità ancora più ampia.
  8. La necessità di integrare l’attività ospedaliera-sanitaria intramuraria con quella Intranet territoriale, con altre entità amministrative e con quella Internet, per lo scambio di posta elettronica e di documenti, per il reperimento di bibliografia, di casi clinici, ecc.

 

Le moderne soluzioni per le interconnessioni in rete in un ospedale

Le specifiche illustrate al paragrafo precedente possono trovare al giorno d’oggi alcune soluzioni di tipo unitario, indipendentemente dall’ambito applicativo (un comprensorio ospedaliero, una città, un’azienda ospedaliera o territoriale, un sistema sanitario regionale), altre invece sono differenziabili a seconda dell’ambito stesso e altre ancora sono proprie delle interconnessioni tra entità e sono ancora oggi quasi sempre condizionate dall’offerta dei pubblici gestori di telecomunicazioni.

L’industria medico-sanitaria classica si era basata in passato essenzialmente su mainframe e minicomputer (host) con una terminaleria classica. Solo recentemente si è passati a sistemi distribuiti, basati sulle architetture client-server, utilizzanti Personal Computer (PC) quali client.

Le prime reti locali (LAN) installate negli ospedali sono state di tipo Ethernet o Token-ring, o ancora un misto delle due.

A parte il supporto fisico usato (il primo ospedale in fibra ottica è stato in Europa quello di Cattinara dell’USL 1 Triestina, realizzato insieme all’Università di Trieste), la velocità di connessione per molti anni è stata di 10 Mbps teorici, anche su fibra ottica, con – appunto – il protocollo Ethernet.

La velocità reale è stata tipicamente inferiore, sia perché realisticamente Ethernet funziona, senza eccessive collisioni (e conseguenti continue ritrasmissioni), con una banda complessiva di non più di 5-6 Mbps, sia perché le varie sezioni degli ospedali venivano interconnesse tra di loro mediante strumenti operanti a livello 2 ISO/OSI (bridge) che assicuravano una velocità non superiore ad un paio di Mbps.

E’ questo, ad esempio, il caso dell’Ospedale di Cattinara che, pur dotato di un backbone in fibra ottica, veniva segmentato con bridge a banda passante di 2 Mbps, limitando il traffico intersettoriale dell’ospedale a questo valore e quello intrasettoriale ai 5-6 Mbps di Ethernet.

Queste reti locali erano quindi lente, se comparate alla necessità di banda richiesta oggi per attività ospedaliere in rete non limitate a semplici trasmissioni di dati amministrativi o di referti puramente testuali.

Oltre ad essere lente, queste tecnologie di rete, basate su ripetitori e bridge, non permettono una reale separazione di gruppi di lavoro, né dal punto di vista della sicurezza né da quello della assegnazione ad applicazioni critiche di risorse certe di banda.

Negli anni ’90 sono stati progressivamente introdotti protocolli di rete più veloci:

ATM, benché la sua implementazione e gestione richieda personale altamente specializzato, ha portato una vera rivoluzione nelle reti ospedaliere, sia per le elevate velocità raggiungibili con questo protocollo, richieste in particolare dai nuovi progetti di PACS/IMACS portati a servizio di un intero ospedale, sia per la possibilità di definire classi di servizio differenziate, con differenti qualità di servizio (QoS – Quality of Service), permettendo così di veicolare sulla stessa rete dati, immagini, fonia, TV, ecc., con assicurazione del real-time e della corretta priorità per ciascuno di essi.

L’altra importantissima caratteristica di ATM, che ha giocato un ruolo fondamentale per il suo grande sviluppo negli Ospedali, è la possibilità di realizzare VLAN (LAN virtuali) mediante il protocollo LANE (LAN Emulativo) della suite ATM. LANE è stato in effetti per alcuni anni l’unico protocollo di VLAN effettivamente disponibile sul mercato ed utilizzabile nelle applicazioni pratiche, anche molto complesse.

La possibilità di introdurre la tecnologia VLAN negli Ospedali, e nella struttura sanitaria in genere, anche a livello geografico, è certamente non meno importante della velocità della comunicazioni, che è richiesta dalla trasmissione di immagini radiologiche e di altro tipo, specie in un ospedale .filmless.

Oggi la possibilità di realizzare raggruppamenti di utenza, anche composti da unità tra di loro sparse in uno o più ospedali, e frammisti ad altre utenze da differenziare in altri gruppi è considerata fondamentale.

La sua realizzazione fisica richiederebbe la sovrapposizione di tante reti fisiche quanti sono i gruppi topologicamente sovrapponibili, e sarebbe evidentemente rigida nella sua definizione. La suddivisione fisica delle reti è stata per tanti anni l’unica scelta possibile, che ha però, per ragioni pratiche e finanziarie, vista contrapposta – e vincente – la soluzione di ripiego di più reti logiche insistenti sulla stessa rete fisica, semmai, tutt’al più, separata solo a livello di routing (livello 3 ISO/OSI), mediante la distinzione in sottoreti IP differenti per ogni gruppo di attività, con liste d’accesso sui router relativi di interconnessione.

Le VLAN risolvono tutto questo, e permettono di realizzare un’unica rete fisica, programmandone sopra tante reti virtuali quanti sono i gruppi da costituire, in numero anche molto elevato.

LANE in ATM è quindi stata la soluzione per elezione ai problemi dei gruppi di utenza, specie dopo l’avvento della legge sulla privacy 675/96, ed è di fatto stata l’unica soluzione efficace fino alle scorso anno, specie in contesti di strutture ad alta velocità.

Il 1998 ha visto l’introduzione di un nuovo protocollo di rete, il Gigabit Ethernet, operante alla velocità di 1000 Mbps (2000 Mbps in full duplex).

Il protocollo è stato dapprima utilizzato per connessioni a brevissima distanza; in breve tempo, tuttavia, la tecnologia è evoluta, tanto che oggi è possibile realizzare connessioni Gigabit Ethernet a distante fino a 50 Km, ponendosi quindi addirittura come protocollo geografico.

La peculiarità di questo protocollo sono tutte quelle proprie degli altri protocolli della famiglia Ethernet - da bassi costi, flessibilità, scalabilità e economicità di gestione – unite alla eccezionale velocità.

Parallelamente, le VLAN, che fino a poco fa potevano essere realizzate solo con LANE di ATM, ora trovano facile e versatili implementazioni anche su protocolli dell’intera famiglia IEEE 802 (tra cui, ovviamente, Ethernet, Fast Ethernet e Gigabit Ethernet), mediante il protocollo IEEE 802.1Q ed altre soluzioni proprietarie.

Per contro, Gigabit Ethernet non possiede quelle caratteristiche intrinseche di ATM – classi di servizio, tempo reale effettivo, QoS - che ne permettono un uso effettivamente "deterministico", essendo il determinismo in una rete valutabile come livello di predittibilità e di prioritabilità del traffico.

Tuttavia, per quanto riguarda la QoS, un altro protocollo della famiglia IEEE 802, l’IEEE 802.1p, permette la sua introduzione con Gigabit Ethernet , benché con risultati inferiori a quelli ottenibili con ATM.

I backbone per ospedali e istituzioni sanitarie in generale devono diventare un servizio comune flessibile e versatile, in grado di risolvere, di volta in volta, senza modificare l’hardware, i diversi e vari bisogni della sempre crescente popolazione di utenti finali.

I progettisti di un backbone ospedaliero-sanitario, si trovano davanti alla necessità di decidere il grado di determinismo che deve avere la rete stessa, riguardo alla velocità attesa, nella varie condizioni operative, inclusi i momenti di punta di traffico, per la trasmissione di dati, video, voce.

Lasciando alle spalle il protocollo FDDI, oramai costoso e poco performante, si presentano quindi due scelte per il backbone: ATM o Gigabit Ethernet.

La scelta non deve essere in assoluto mutuamente esclusiva: tutte e due le tecnologie possono convivere, ma la loro scelta deve essere di volta in volta condizionata al contesto particolare che rende una soluzione o l’altra più efficiente nel complesso.

ATM è per definizione deterministica e perciò può per sua natura provvedere alle caratteristiche di scalabilità e di flessibilità necessarie per far convivere su una stessa rete voce, video e dati.

Gigabit Ethernet per contro è inerentemente non deterministica, come i suoi predecessori Ethernet e Fast Ethernet, ma ha il pregio di offrire una banda altissima a costi molto contenuti sia di impianto che di esercizio, in quanto la gestione non richiede personale con altissima specializzazione.

In pratica, è quindi possibile con Gigabit Ethernet creare una situazione in cui ci sia la disponibilità di una banda superiore a quella effettivamente necessaria, assicurando, in tal modo, un certo grado di certezza nella disponibilità della banda per una certa applicazione, per non potendo avere il controllo predittivo del carico della rete.

L’uso di Gigabit Ethernet al posto di ATM nelle dorsali ospedaliere è quindi legato alla possibilità di realizzare, in modo economico una struttura con sostanziale eccesso di banda.

E’ evidente che, a parte il costo delle apparecchiature (matrici di switching molto veloci e interfacce di comunicazione in fibra ottica su Gigabit Ethernet), l’uso di un eccesso di banda si può sentire per la componente di linea di comunicazione.

Questa componente è praticamente inesistente all’interno di un ospedale o di un campus, mentre è estremamente rilevante per comunicazioni geografiche, benché i costi dei carrier pubblici oggi siano minori che in passato. Ciò in pratica significa che Gigabit Ethernet oggi è proponibile anche a livello metropolitano solo nei casi in cui si abbia la disponibilità di una coppia di fibre sul suolo pubblico.

E’ comunque da sottolineare che la progressiva introduzione del protocollo di prioritizzazione IEEE 802.1p permette di ridurre l’entità di sovra-banda necessaria per assicurare con Gigabit Ethernet ogni attività critica negli ospedali.

Aspetti di sicurezza informatica nella sanità:

l’offerta Cabletron

 

Introduzione

La tendenza attuale nell’utilizzo delle tecnologie informatiche in campo medico è nella sempre maggior integrazione tra i vari servizi che all’attività medica fanno capo. In particolare, nel passato erano scarsamente integrati sistemi capaci di condividere immagini a grande distanza (sistemi di "teleimaging", o "teleradiology" quando relativi ad immagini radiologiche) e sistemi di archivio, recupero e comunicazione di immagini all’interno di un ospedale (sistemi PACS). Un’esigenza ulteriore è quella di collegare le immagini ad altri tipi di dati, siano essi di carattere medico (referti, tracciati) o amministrativo.

Il freno maggiore allo sviluppo di sistemi integrati era dato soprattutto dalla mancanza di standard in campo medico, con sistemi proprietari per i formati dei dati ed i protocolli di comunicazione, che difficilmente potevano essere interconnessi. Con lo sviluppo di standard quali DICOM e HL7, e la loro implementazione in un grande numero di prodotti commerciali e non, l’integrazione tra diverse modalità di acquisizione di immagini (CT, MR, ecografie) è potuta iniziare in modo efficace.

Lo sviluppo delle tecnologie di networking, con l’adozione di standard di comunicazione, e la disponibilità di linee sempre più veloci e sicure, ha dato e continua a dare ulteriore impulso allo sviluppo di applicazioni e soluzioni per la distribuzione di servizi di supporto all’attività medica, con l’integrazione dei sistemi informativi all’interno di un ospedale, e di più ospedali sul territorio.

Contemporaneamente alla sempre crescente richiesta di servizi e distribuzione dell’informazione, la legislazione, Europea ed Italiana, sempre più attenta alle questioni del diritto alla riservatezza dell’individuo pone, in ambito clinico-sanitario particolarmente, grande accento sui problemi di sicurezza informatica connessi alla raccolta, al trattamento ed alla distribuzione dei dati.

 

Due in particolare sono gli aspetti da considerare:

  1. la sicurezza dei dati (intesa principalmente come integrità, correttezza e disponibilità dei dati stessi)
  2. la riservatezza dei dati (comprendente il controllo degli accessi all’interno della struttura e dall’esterno).

La progettazione e l’implementazione dell’infrastruttura di rete al servizio del Sistema Informativo di una struttura sanitaria dovrà dunque tenere conto di questi aspetti di sicurezza, oltre che delle più generali caratteristiche di scalabilità, interoperabilità, prestazioni e costi.

 

Sicurezza dei dati

Integrità e correttezza dei dati, nonché continuità e qualità del servizio, sono caratteristiche fondamentali in un ambiente quale quello del Sistema Informativo di una struttura sanitaria.

Se da un lato l’integrità dei dati può essere salvaguardata mediante l’adozione di architetture ridondanti (alimentazioni multiple e dischi RAID) e una policy di backup, la disponibilità dei dati e la continuità dei servizi possono essere garantite mediante l’adozione di strutture di rete e di apparecchiature "fault tolerant".

La linea di dispositivi SmartSwitch di Cabletron è progettata in modo da garantire l’eliminazione di punti singoli di guasto, con ridondanza di tutti gli elementi critici, in modo da soddisfare le esigenze di un ambiente di tipo "mission critical".

Le funzionalità di VLAN e QoS (Quality of Service) degli SmartSwitch Router, aggiunte alla velocità dei dispositivi capaci di routing hardware con l’impiego di processori ASIC dedicati, consentono di far fronte alle esigenze di larghezza di banda, segmentazione della rete e distinzione dei diversi tipi di traffico propri delle moderne strutture sanitarie.

 

Riservatezza dei dati

Garantire la riservatezza dei dati, clinici e non, oggetto di trattamento in una struttura sanitaria, è da un lato sempre più importante a causa di una accresciuta consapevolezza dei problemi di sicurezza e di una sempre più rigorosa normativa in materia, dall’altro risulta complicata dallo sviluppo di applicazioni e servizi che prevedono l’automazione del trattamento dei dati, la distribuzione dei database, l’apertura e l’accessibilità dei dati stessi.

Le soluzioni di sicurezza in questo ambito devono tenere conto degli accessi ai dati che possono avvenire dall’esterno della struttura, ma anche all’interno della stessa, con la distinzione delle diverse attività che vi si svolgono.

Un mezzo di fondamentale importanza per controllare il traffico all’interno della rete e per garantire la sicurezza dei dati è l’implementazione delle LAN virtuali (VLAN), mediante le quali è possibile separare i flussi di dati e l’accesso agli stessi in base a regole prefissate di appartenenza.

Gli SmartSwitch e SmartSwitch Router di Cabletron implementano VLAN definibili in base ai criteri di appartenenza per porte fisiche, per indirizzi MAC e per protocollo di livello 3. Oltre ai vantaggi in termini di suddivisione del traffico, la possibilità di regolare il traffico intra-VLAN in base a policy facilmente configurabili (tramite l’interfaccia grafica del VLAN Manager di Cabletron) permette un utilizzo elastico ed efficace di questa soluzione.

Per permettere l’accesso alla LAN aziendale dall’esterno, e per estendere la rete stessa utilizzando Internet o un altro servizio di rete come backbone WAN con garanzie di privatezza della comunicazione e di autenticazione dell’utente, Cabletron ha investito pesantemente nelle tecnologie di Reti Private Virtuali (VPN).

Grazie alle VPN è possibile realizzare connessioni dall’esterno della rete privata, in modo sicuro e molto più economico rispetto a soluzioni basate su linee dedicate.

 

Cabletron implementa VPN basate su tunnel IP, utilizzo di firewall e connessioni ISDN, Frame Relay o ATM con Permanent Virtual Circuit (PVC) o Switched Virtual Circuit (SVC).

Oltre alla riduzione dei costi e ad una maggiore flessibilità nella gestione degli accessi dall’esterno, grazie all’utilizzo di standard basati su crittografia quali Ipsec, si ha ulteriore garanzia di riservatezza della comunicazione e di autenticazione dell’utente.

L’utilizzo di crittografia a chiave pubblica, e l’implementazione di una PKI (Public Key Infrastructure) permette lo sviluppo di servizi quali la cifratura della posta elettronica o la firma digitale per garantire l’integrità dei dati trasmessi e l’autenticazione dell’utente.

All’interno delle soluzioni proposte da Cabletron per la realizzazione di VPN, è incluso il supporto per la gestione dei certificati digitali e per la realizzazione di una PKI, il tutto mediante l’implementazione di standard non proprietari.

In un ambiente critico quale una rete sanitaria il modo più semplice ed efficace per proteggere delle risorse importanti da possibili attacchi è di non connetterle ad alcun sistema accessibile dall’esterno del perimetro di sicurezza dell’organizzazione: molti utenti hanno però bisogno di un accesso all’esterno o dall’esterno, e l’organizzazione stessa può aver bisogno di mettere a disposizione le proprie risorse verso l’esterno.

Alle soluzioni di VPN, Cabletron grazie ad un accordo con Nokia IP e Check Point affianca un firewall, per filtrare il traffico che passa tra la rete protetta interna e l’esterno. In questo modo è possibile definire e mantenere una policy di sicurezza nei confronti degli accessi dall’esterno mantenendo allo stesso tempo una efficace connettività.

 

"Smart Network Security Services" di Cabletron

A seguito dello sviluppo e dell’interconnessione dei Sistemi Informativi delle strutture sanitarie, la moltitudine di dati mantenuti in strutture diverse, e su diversi sistemi informatici, rende più complesso il tempestivo ed accurato recupero delle informazioni.

Lo sviluppo di sistemi PACS e l’utilizzo delle reti per la trasmissione di immagini oltre che di dati di altro tipo, richiede reti capaci di supportare elevati carichi di lavoro, e questo deve avvenire in modo sicuro ed affidabile.

La soluzione proposta da Cabletron è chiamata "Smart Networking", un insieme intelligente ed integrato di hardware, software e servizi.

Il problema dell’accuratezza e dell’integrità dei dati in transito tra le diverse realtà che compongono una struttura sanitaria è affrontato dalle soluzioni di "Smart Networking" di Cabletron tramite i concetti di reti private virtuali (VPN) e firewall sicuri.

Le caratteristiche di routing intelligente degli SmartSwitch Routers, inoltre, consentono di assegnare delle priorità ai diversi tipi di traffico che impegnano le reti delle strutture sanitarie, con importanti effetti sulle prestazioni e sulla qualità del servizio.

Gli "Smart Network Services" di Cabletron forniscono ai clienti un insieme di servizi per realizzare un’infrastruttura integrata, economica ed intelligente.

Il concetto di rete intelligente è basato sugli SmartSwitches e SmartSwitch Routers, pietre miliari della strategia di Smart Networking di Cabletron.

Gli "Smart Network Security Services" sono le caratteristiche di una Smart Network che permettono di aumentare le possibilità di controllo su chi, e come, accede alla rete.

Questi servizi includono i seguenti:

 

VPN support (Reti virtuali private per controllare la sicurezza degli accessi da parte della comunità degli utenti)

Cabletron supporta i protocolli di sicurezza standard a livello industriale, quali Ipsec con gestione delle chiavi crittografiche, politiche di controllo degli accessi (anche per utenti remoti) e protocolli di autenticazione (PAP, CHAP, Radius, TACACS, Address Authentication, SecureID, Call-Back) per fornire ancor più sicurezza per interconnettività su larga scala.

Come tutti i servizi di "Smart Networking", queste caratteristiche e protocolli possono essere facilmente amministrate e gestite, permettendo l’effettiva implementazione di servizi altrimenti troppo complessi da configurare.

 

Policy Management (Per configurare e controllare le politiche di accesso)

La gestione centralizzata delle regole di accesso (Centralized Policy Management) è al centro degli "Smart Network Security Services", permettendo che caratteristiche quali la comunicazione intra-VLAN e le access lists (ACL) siano configurate automaticamente e dinamicamente da una singola postazione di lavoro.

Per esempio, tutti i router della rete possono essere aggiornati allo stesso tempo. Poiché lo SmartSwitch Router non richiede un re-boot per abilitare nuove ACL, tramite il Policy Management gli amministratori di rete possono permettere o negare comunicazioni tra utenti, gruppi, sottoreti ed applicazioni "on the fly" senza interruzione del servizio.

 

Firewall Services (Per la massima sicurezza e protezione)

In collaborazione con Nokia IP, Cabletron propone il router/firewall IP440, che incorpora il routing hardware e software con l’applicazione Fire Wall-1 di Check Point.

La tecnologia di firewalling impiegata è nota come "Stateful Inspection", che permette una accurata analisi di tutti i pacchetti in transito, con un livello di sicurezza maggiore rispetto ai cosiddetti "packet filters" (che operano basandosi solamente su rudimentali informazioni su indirizzi e protocolli), e prestazioni notevolmente migliori rispetto ai firewall basati su proxy (che offrono un livello di sicurezza migliore rispetto ai "packet filters", ma compromettono flessibilità e prestazioni).

La piattaforma software di Check Point supporta controllo degli accessi, autenticazione, reti private virtuali (con i protocolli Ipsec e Layer2 tunnelling), traslazione di indirizzi. L’applicazione di gestione grafica del FireWall-1 permette all’amministratore di rete di controllare e configurare più firewall da una singola postazione di lavoro. Ogni comunicazione tra la stazione di controllo ed i firewall è autenticata e cifrata per garantire la sicurezza delle operazioni.

 

Il mercato sanitario italiano

 

La distribuzione delle Aziende e degli ospedali sul territorio nazionale

In Italia ci sono 1253 aziende ospedaliere ed ospedali pubblici. Di queste, 373 sono aziende amministrativamente autonome, che includono ciascuna uno o più ospedali e similari, per un totale di 880 unità. Le distribuzioni del numero di Aziende e di Ospedali regione per regione sono qui di seguito riportati. Si noti che la valle d’Aosta ha una sola azienda e un solo Ospedale, mentre la Lombardia ha bene 64 Aziende e 99 Ospedali.

Il fatto di avere un numero molto piccolo di Aziende e/o ospedali non è in assoluto un indice di poco sviluppo dell’offerta sanitaria e quindi di poco interesse per proposte avanzati nel campo dell’ICT. Ne è un esempio proprio l’Azienda di Aosta, che è oltremodo avanzata, anche in questo settore, e, con la sua unicità nel (seppur piccolo) territorio della regione Val D’Aosta, si pone lo scopo di offrire un elevato livello di servizio ai suoi abitanti.

 

AZIENDE

OSPEDALI

REGIONE

Num

REGIONE

Num.

01 Piemonte

33

01 Piemonte

67

02 Valle d'Aosta

1

02 Valle d'Aosta

1

03 Lombardia

64

03 Lombardia

99

04 Liguria

12

04 Liguria

34

05 Trentino Alto Adige

18

05 Trentino Alto Adige

8

06 Veneto

27

06 Veneto

74

07 Friuli Venezia Giulia

14

07 Friuli Venezia Giulia

16

08 Emilia Romagna

24

08 Emilia Romagna

76

09 Toscana

16

09 Toscana

62

10 Marche

18

10 Marche

36

11 Umbria

6

11 Umbria

20

12 Lazio

19

12 Lazio

85

13 Abruzzo

7

13 Abruzzo

27

14 Molise

4

14 Molise

7

15 Campania

24

15 Campania

62

16 Puglia

25

16 Puglia

66

17 Basilicata

6

17 Basilicata

15

18 Calabria

16

18 Calabria

38

19 Sicilia

29

19 Sicilia

55

20 Sardegna

10

20 Sardegna

32

TOTALE

373

TOTALE

880

Riordinando i dati sopra riportati in funzione del numero delle Aziende e del numero degli ospedali per ogni regione (vedi sotto) si nota una distribuzione che, benché più addensata al Centro-Nord Italia, presenta dei grossi numeri anche nel Sud Italia e nelle isole (per le Aziende Sicilia e Puglia, per gli Ospedali Puglia, Campania e Sicilia).

Regioni con molte aziende necessitano più di altre una completa ed efficiente rete di internetworking regionale e Aziende con molti ospedali richiedono ovviamente più di altre una completa ed efficiente rete di internetworking aziendale metropolitana e sul territorio dell’Azienda.

Va sottolineato che regioni di dimensioni medio-piccole sono state più di altre in grado di sviluppare la prapria attività con un efficiente internetworking.

Il primo esempio in Italia è la Regione Friuli Venezia Giulia (14 aziende e 16 ospedali) che ha da più di due decenni una propria rete del SSR e che da qualche anno ha cablato la gran parte degli ospedali della regione, e che assicura in ogni presidio almeno alcuni punti di interconnessione con tutta il SSR, con protocollo TCP/IP.

Altra piccola regione che si sta muovendo nella stessa maniera è l’Umbria.

 

AZIENDE

OSPEDALI

REGIONE

Num

REGIONE

Num

03 Lombardia

64

03 Lombardia

99

01 Piemonte

33

12 Lazio

85

19 Sicilia

29

08 Emilia Romagna

76

06 Veneto

27

06 Veneto

74

16 Puglia

25

01 Piemonte

67

08 Emilia Romagna

24

16 Puglia

66

15 Campania

24

09 Toscana

62

12 Lazio

19

15 Campania

62

05 Trentino Alto Adige

18

19 Sicilia

55

10 Marche

18

18 Calabria

38

09 Toscana

16

10 Marche

36

18 Calabria

16

04 Liguria

34

07 Friuli Venezia Giulia

14

20 Sardegna

32

04 Liguria

12

13 Abruzzo

27

20 Sardegna

10

11 Umbria

20

13 Abruzzo

7

07 Friuli Venezia Giulia

16

11 Umbria

6

17 Basilicata

15

17 Basilicata

6

05 Trentino Alto Adige

8

14 Molise

4

14 Molise

7

02 Valle d'Aosta

1

02 Valle d'Aosta

1

TOTALE

373

TOTALE

880

Le Aziende Ospedaliere di rilievo nazionale e di alta specializzazione

La necessità di adeguate infrastrutture di rete è anche funzione della tipologia delle Aziende e degli ospedali.

Venticinque Aziende sono state riconosciute quali Aziende Ospedaliere/Ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione - Ospedali di rilievo regionale ".

Queste Aziende o gli ospedali di rilievo in esse contenute hanno necessità a parametri di efficienza, di infrastruttura e di servizi di eccellenza. Sono esse evidentemente i primi target per l’introduzione più spinta dell’ICT, ad esempio con l’utilizzo massiccio in tempi brevi (qualche anno) della trasmissione integrale di immagini, dati e segnali infra-ospedale e infra-azienda. Queste Aziende di rilievo sono:

Aziende Ospedaliere/Ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione - Ospedali di rilievo regionale

REGIONE

CITTA

AZIENDA

01 Piemonte

TORINO

C.T.O. C.R.F. - MARIA ADELAIDE

01 Piemonte

TORINO

O.I.R.M. S. ANNA

01 Piemonte

ORBASSANO

S. LUIGI DI ORBASSANO

01 Piemonte

NOVARA

MAGGIORE DELLA CARITÀ

01 Piemonte

ALESSANDRIA

SANTI ANTONIO E BIAGIO E CESARE ARRIGO

03 Lombardia

BERGAMO

OSPEDALI RIUNITI

03 Lombardia

BRESCIA

SPEDALI CIVILI

03 Lombardia

MILANO

FATEBENEFRATELLI E OFTALMICO

03 Lombardia

SONDALO

E. MORELLI

03 Lombardia

VARESE

OSPEDALE DI CIRCOLO E FONDAZIONE MACCHI

04 Liguria

GENOVA

ENTE OSPEDALIERO OSPEDALI GALLIERA

07 Friuli Venezia Giulia

TRIESTE

OSPEDALI RIUNITI DI TRIESTE

07 Friuli Venezia Giulia

UDINE

S. MARIA DELLA MISERICORDIA

07 Friuli Venezia Giulia

UDINE

POLICLINICO UNIVERSITARIO A GESTIONE DIRETTA

07 Friuli Venezia Giulia

PORDENONE

S. MARIA DEGLI ANGELI

09 Toscana

SIENA

SENESE

09 Toscana

FIRENZE

MEYER

10 Marche

PESARO

OSPEDALE S. SALVATORE

10 Marche

ANCONA

G. M. LANCISI

12 Lazio

ROMA

S. CAMILLO - FORLANINI

15 Campania

AVELLINO

S. GIUSEPPE MOSCATI

15 Campania

CASERTA

OSPEDALE CIVILE DI CASERTA

15 Campania

SALERNO

S. GIOVANNI DI DIO E RUGGI D'ARAGONA

16 Puglia

BRINDISI

A. DI SUMMA

18 Calabria

COSENZA

di COSENZA

18 Calabria

REGGIO CALABRIA

BIANCHI - MELACRINO - MORELLI

20 Sardegna

CAGLIARI

G. BROTZU

Le dimensioni delle Aziende Ospedaliere

Sono attualmente censite 944 tra Aziende ospedaliere con autonomia amministrative e ospedali con posti letto, per un numero complessivo di circa 30.000 posti letto ordinari.

Il numero di letti va da un minimo di 4 ad un massimo di 2379 (Policlinico Umberto I di Roma).

L’istogramma sottostante mostra che la distribuzione dei posti letto nelle varie regioni è abbastanza simile, a parte l’Italia del sud e insulare che non presenta ospedali o aziende con più di circa 1000 posti letto.

 

 

Analizzando la distribuzione dei posti letto (vedi tabella sottostante), si nota che il 95% delle Aziende (circa 900 unità) ha un numero di letti inferiore a 900, l’88 % delle aziende (830 unità) ha un numero di letti inferiore a 500 e circa la metà delle aziende (circa 500 unità) non arriva a 200 posti letto.*

*Nota: la classe 0 posti letto contiene i casi da 0 a 50 posti letto, quella 100 da 51 a 150, quella 200 da 251 a 350, e così via).

Numero letti

Numero aziende

% aziende

Numero integr. aziende

% integr. Aziende

letti compl. classe

%letti compl. classe

Num. integ. letti

% integr. Letti

0

77

8,16%

77

8,16%

3850

1,27%

3850

1,27%

100

351

37,18%

428

45,34%

52650

17,35%

56500

18,62%

200

203

21,50%

631

66,84%

50750

16,73%

107250

35,35%

300

107

11,33%

738

78,18%

37450

12,34%

144700

47,69%

400

58

6,14%

796

84,32%

26100

8,60%

170800

56,30%

500

37

3,92%

833

88,24%

20350

6,71%

191150

63,00%

600

30

3,18%

863

91,42%

19500

6,43%

210650

69,43%

700

17

1,80%

880

93,22%

12750

4,20%

223400

73,63%

800

12

1,27%

892

94,49%

10200

3,36%

233600

76,99%

900

15

1,59%

907

96,08%

14250

4,70%

247850

81,69%

1000

5

0,53%

912

96,61%

5250

1,73%

253100

83,42%

1100

7

0,74%

919

97,35%

8050

2,65%

261150

86,07%

1200

2

0,21%

921

97,56%

2500

0,82%

263650

86,90%

1300

3

0,32%

924

97,88%

4050

1,33%

267700

88,23%

1400

5

0,53%

929

98,41%

7250

2,39%

274950

90,62%

1500

2

0,21%

931

98,62%

3100

1,02%

278050

91,64%

1600

3

0,32%

934

98,94%

4950

1,63%

283000

93,28%

1700

0

0,00%

934

98,94%

0

0,00%

283000

93,28%

1800

2

0,21%

936

99,15%

3700

1,22%

286700

94,50%

1900

3

0,32%

939

99,47%

5850

1,93%

292550

96,42%

2000

2

0,21%

941

99,68%

4100

1,35%

296650

97,78%

2100

2

0,21%

943

99,89%

4300

1,42%

300950

99,19%

2200

0

0,00%

943

99,89%

0

0,00%

300950

99,19%

2300

0

0,00%

943

99,89%

0

0,00%

300950

99,19%

2400

1

0,11%

944

100,00%

2450

0,81%

303400

100,00%

Queste considerazioni sono molto importanti, perché dimostrano una grandissima frammentazione delle strutture sanitarie italiane.

E’ evidente da questi dati che metà dei potenziali clienti pubblici ha dimensioni piccolissime, tali da motivare un networking limitato a uno switch intelligente e a pochi ripetitori (se usati).

Se prendiamo come riferimento l’Ospedale di Cattinara di Trieste, che è collocato nella classe di 800 posti letto (il 5 % degli ospedali / aziende, ovvero 52 unità) ha da 800 a 2400 posti letto, per il quale si è progettata una rete con smart-switch principale e 6 diramazioni di 1 Gbps dotate a valle di uno smart-switch da 24 porte ciascuna, con una necessità corrente di circa 600-700 punti di rete e futura a 5 anni di 1000-1500, si comprende come il 50% degli ospedali (aventi meno di 150 posti letto) non richieda più di un centro stella smart-switch (al massimo 2), non abbia quindi generalmente la necessità di diramazioni a Gigabit-Ethernet, e possa essere dimensionato con non più di 100-150 punti di rete oggi, e un po’ di più in futuro.

 

Se si considera, però, come punto di vista, non il numero di clienti ma il potenziale fatturato complessivo per networking in Italia, bisogna allora considerare (vedi tabella) che al 50% delle aziende / ospedali di piccole dimensioni corrisponde appena un 20% dei posti letto complessivi.

Ancora, notiamo che il 5% delle Aziende, che ha più di 800 posti letto (soglia dell’Ospedale di Cattinara), per essendo solo 52, hanno ben il 33% dei posti letto.

Risulta quindi evidente che, benché vada fatta un’azione capillare su tutta la sanità italiana (con i vari canali che si discutono più sotto), dal punto di vista del business a breve termine risulta molto più redditizio concentrare una buona parte delle risorse pubblicitarie verso questo 5% di elité.

Ciò risulta, inoltre, tanto più vero quando si consideri che le maggiori dimensioni fanno moltiplicare in ragione più che aritmetica le necessità di networking , di apparecchiature di alto livello, di ampie suddivisioni in VLAN e così via.

 

Aziende / ospedali di maggiori dimensioni (posti letto)

REGIONE

AZIENDA

LETTI PRIM

01 Piemonte

Azienda Sanitaria Ospedaliera S. GIOVANNI BATTISTA

1789

01 Piemonte

AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALE S. CROCE E CARLE

853

01 Piemonte

Azienda Sanitaria Ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione O.I.R.M. S. ANNA

850

01 Piemonte

Azienda Ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione MAGGIORE DELLA CARITÀ

810

01 Piemonte

Azienda Ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionalee di alta specializzazione SANTI ANTONIO E BIAGIO E CESARE ARRIGO

800

03 Lombardia

Azienda Ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione SPEDALI CIVILI

1935

03 Lombardia

Azienda Ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione OSPEDALE DI CIRCOLO E FONDAZIONE MACCHI

1527

03 Lombardia

Azienda Ospedaliera CARLO POMA

1466

03 Lombardia

Azienda Ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione OSPEDALI RIUNITI

1447

03 Lombardia

Azienda Ospedaliera S. ANNA (A.O. di rilievo Regionale)

1428

03 Lombardia

Azienda Ospedaliera OSPEDALE NIGUARDA CÀ GRANDA (A.O. di rilievo Nazionale)

1414

03 Lombardia

Azienda Ospedaliera S. GERARDO DEI TINTORI (A.O. di rilievo Nazionale)

1340

03 Lombardia

OSPEDALE POLICLINICO S. MATTEO

1258

03 Lombardia

FONDAZIONE CENTRO S. RAFFAELE DEL MONTE TABOR

941

03 Lombardia

Azienda Ospedaliera S. ANTONIO ABATE

908

03 Lombardia

Azienda Ospedaliera OSPEDALE DI CIRCOLO (A.O. di rilievo Regionale)

900

03 Lombardia

Azienda Ospedaliera ISTITUTI OSPITALIERI

894

03 Lombardia

PRESIDIO DI VARESE

OSPEDALE DI CIRCOLO E FONDAZIONE MACCHI

864

03 Lombardia

Azienda Ospedaliera OSPEDALE CIVILE DI LEGNANO

768

03 Lombardia

Azienda Ospedaliera OSPEDALE DI CIRCOLO (A.O. di rilievo Regionale)

759

04 Liguria

Azienda Ospedaliera OSPEDALE S. MARTINO CLINICHE UNIVERSITARIE CONVENZIONATE

1967

05 Trentino Alto Adige

OSPEDALE GENERALE REGIONALE BOLZANO

1040

06 Veneto

Azienda Ospedaliera ISTITUTI OSPITALIERI DI VERONA

2130

06 Veneto

Azienda Ospedaliera di PADOVA

2020

06 Veneto

PRESIDIO OSPEDALIERO DI CÀ FONCELLO

1294

06 Veneto

PRESIDIO OSPEDALIERO DI VICENZA

901

06 Veneto

OSPEDALE CIVILE DI MESTRE

785

07 Friuli Venezia Giulia

Azienda Ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione OSPEDALI RIUNITI DI TRIESTE

1440

07 Friuli Venezia Giulia

Azienda ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione S. MARIA DELLA MISERICORDIA

1057

07 Friuli Venezia Giulia

OSPEDALE DI CATTINARA

795

07 Friuli Venezia Giulia

Azienda Ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionale S. MARIA DEGLI ANGELI

780

08 Emilia Romagna

Azienda Ospedaliera POLICLINICO S. ORSOLA M. MALPIGHI

1869

08 Emilia Romagna

AZIENDA OSPEDALIERA DI PARMA

1555

08 Emilia Romagna

Azienda ospedaliera POLICLINICO DI MODENA

980

08 Emilia Romagna

Azienda Ospedaliera ARCISPEDALE S. ANNA

943

08 Emilia Romagna

Azienda Ospedaliera ARCISPEDALE S. MARIA NUOVA

783

09 Toscana

Azienda Ospedaliera CAREGGI

2056

09 Toscana

Azienda Ospedaliera PISANA (Istituita L.R.T. n. 49/94)

1789

09 Toscana

Azienda Ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione SENESE

1060

11 Umbria

Azienda Ospedaliera di PERUGIA

977

12 Lazio

AZIENDA POLICLINICO UMBERTO I

2379

12 Lazio

Azienda Ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione S. CAMILLO - FORLANINI

1900

12 Lazio

POLICLINICO UNIVERSITARIO AGOSTINO GEMELLI

1600

12 Lazio

AZIENDA OSPEDALIERA S. FILIPPO NERI

1040

12 Lazio

Azienda Ospedaliera Complesso Ospedaliero S. GIOVANNI ADDOLORATA

1019

13 Abruzzo

OSPEDALE CIVILE DELLO SPIRITO SANTO

770

15 Campania

Azienda Universitaria Policlinico FEDERICO II

1400

15 Campania

AZIENDA OSPEDALIERA CARDARELLI

1223

15 Campania

AZIENDA OSPEDALIERA MONALDI-COTUGNO

1120

15 Campania

AZIENDA UNIVERSITARIA OSPEDALE POLICLINICO c/o II Università degli Studi di Napoli

1059

15 Campania

Azienda Ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione S. GIOVANNI DI DIO E RUGGI D'ARAGONA

785

16 Puglia

Azienda Ospedaliera OSPEDALE POLICLINICO CONSORZIALE

1587

16 Puglia

OSPEDALE CASA SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA

1178

16 Puglia

Azienda Ospedaliera OSPEDALI RIUNITI DI FOGGIA

1053

16 Puglia

Azienda Ospedaliera DI VENERE E GIOVANNI XXIII

879

16 Puglia

Azienda ospedaliera/Ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione A. DI SUMMA

821

16 Puglia

AZIENDA OSPEDALIERA SS. ANNUNZIATA

783

17 Basilicata

Azienda Ospedaliera/Ospedale di rilievo regionale OSPEDALE S. CARLO

936

18 Calabria

Azienda Ospedaliera PUGLIESE-CIACCIO

895

19 Sicilia

Azienda Ospedaliera GARIBALDI - S. LUIGI E S. CURRÒ - ASCOLI TOMASELLI

1137

19 Sicilia

Azienda Universitaria POLICLINICO DI PALERMO

1117

19 Sicilia

Azienda Univerisitaria POLICLINICO DI MESSINA

949

19 Sicilia

Azienda Ospedaliera V. EMANUELE II - FERRAROTTO - S. BAMBINO

930

19 Sicilia

Azienda Ospedaliera S. ELIA

850

 

La sanità privata

Quanto sin qui discusso è relativo alla sanità pubblica. La sanità privata è più ampia ancora di quella pubblica, per numero di Case di Cura, che sono ben 1179, mentre il numero complessivo di posti letto è di 70.000 unità, molto minore di quello della sanità pubblica (300.000 unità).

La clinica privata media ha quindi 60 letti, omogeneamente distribuiti in dimensione, contro una media per il pubblico di 320 unità.

La più grande clinica privata (La Casa della Divina provvidenza di Roma) ha solo 999 letti.

Dal punto di vista dell’offerta di networking è evidente che per la sanità privata ci si rivolge in modo esclusivo ad ambienti piccoli, simili alla maggioranza numerica (ma non di fatturato) della sanità pubblica.

 

Assessorati, Settori e Direzioni Regionali alla Sanità

Punti privilegiati di riferimento, sono 21 in Italia gli assessorati o settori regionali per la sanità, in quanto la Regione Autonoma Trentino Alto Adige ne ha due, uno per provincia. autonoma:

REGIONE PIEMONTE - Assessorato Sanità

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA - Statuto speciale - Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale

REGIONE LOMBARDIA - Giunta Regionale - Settore Sanità

REGIONE LIGURIA - Assessorato Sanità Servizi Sociali

REGIONE TRENTINO-ALTO ADIGE - Statuto speciale - (Provincia Autonoma di Trento) Assessorato alla Sanità

REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE (Provincia Autonoma di Bolzano) - Assessorato alla Sanità

REGIONE VENETO - Giunta Regionale - Dipartimento per l'Igiene Pubblica

REGIONE AUTONOMA FRIULI-VENEZIA GIULIA Statuto speciale - Direzione Regionale della Sanità

REGIONE EMILIA ROMAGNA - Direzione Generale Sanità e Servizi Sociali

REGIONE TOSCANA - Giunta Regionale - Dipartimento Sicurezza Sociale

REGIONE MARCHE - Giunta Regionale - Assessorato Sanità e Servizi Sociali

REGIONE UMBRIA - Assessorato alla Sanità e Servizi Sociali

REGIONE LAZIO - Assessorato Salvaguardia e Cura della Salute

REGIONE ABRUZZO - Assessorato Regionale Sanità e Igiene

REGIONE MOLISE - Assessorato alla Sanità

REGIONE CAMPANIA - Assessorato alla Sanità

REGIONE PUGLIA - Assessorato alla Sanità

REGIONE BASILICATA - Dipartimento Sicurezza Sociale e Politiche Ambientali

REGIONE CALABRIA - Assessorato alla Sanità e Servizi Sociali

REGIONE SICILIANA - Statuto Speciale -Assessorato Regionale Sanità

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA - Statuto Speciale -Assessorato Igiene Sanità e Assistenza Sociale

 

Molti assessorati regionali hanno costituito delle ARS – Agenzie regionali per la Sanità - alle quali è demandato il coordinamento dell’attività clinica, assistenziale e tecnologica di tutte le Aziende Ospedaliere e Sanitarie, nonché la gestione e la crescita delle infrastrutture e dei servizi regionali, quali le reti di comunicazioni dati per la sanità.

 

Le Facoltà di Medicina e Chirurgia

Altri punti fondamentali di riferimento sono le facoltà di Medicina e Chirurgia, qui di seguito elencate, da nord a sud.

REGIONE

CITTA

UNIVERSITA’

Piemonte

Torino

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO

Lombardia

Milano

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO

Lombardia

Brescia

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BRESCIA

Lombardia

Pavia

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA I

Lombardia

Varese

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL'INSUBRIA

Liguria

Genova

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA

Veneto

Padova

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

Veneto

Verona

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA

Friuli Venezia Giulia

Trieste

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE

Friuli Venezia Giulia

Udine

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE

Emilia Romagna

Bologna

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BOLOGNA

Emilia Romagna

Ferrara

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA

Emilia Romagna

Modena

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA

Emilia Romagna

Parma

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PARMA

Toscana

Firenze

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE

Toscana

Pisa

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PISA

Toscana

Siena

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA

Marche

Ancona

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ANCONA

Umbria

Perugia

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA

Lazio

Roma

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA"

Lazio

Roma

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA "TOR VERGATA"

Abruzzo

L'Aquila

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI L'AQUILA

Abruzzo

Chieti

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI "G. D'ANNUNZIO" DI CHIETI

Campania

Napoli

IIª UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI

Campania

Napoli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI

Puglia

Bari

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI

Calabria

Catanzaro

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI REGGIO CALABRIA

Sicilia

Palermo

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMO

Sicilia

Messina

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MESSINA

Sardegna

Cagliari

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI

Sardegna

Sassari

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI

 

Canali di informazione privilegiati

I canali di informazione privilegiati, oltre agli Assessorati e alle Facoltà di Medicina, sono certamente le associazioni di categoria, nella fattispecie dei provveditori, degli economi e degli ingegneri clinici.

Ci sono in Italia 12 associazioni di economi - provveditori e 1 associazione di ingegneri clinici, i cui riferimenti completi sono riportati in appendice.

 

A.C.E.P. - Associazione Campana Economi e Provveditori

A.E.L. - Associazione Economi e Provveditori della Sanità del Lazio

A.E.P. e L. - Associazione Economi Puglia-Lucania - Economato Ospedale di Venere

A.L.E. - Associazione Lombarda Provveditori Economi

A.L.P.E. - Associazione Ligure Provveditori Economi

A.P.E. - Associazione Piemontese Provveditori Economi

A.P.E.C. c/o A.S.L. 7

A.R.E. - Associazione Regionale Economi Emilia Romagna e Marche c/o Azienda Usl di Imola

A.R.E.A. - Associazione Regionale Abruzzo

A.R.P.E.S. - Associazione Regionale Provveditori Economi Sardegna

A.R.T.E. - Associazione Regionale Tosco-Umbra Economi Provveditori

A.T.E. - Associazione Triveneta Economi-Provveditori aderente alla F.A.R.E. Federazione Associazioni Regionali Economi

A.I.I.C. – Associazione Italiana di Ingegneria Clinica

 

Ci sono in Italia ben 341 associazioni di medici e associati: troppe per poter costituire un accettabile target di diffusione delle problematiche relative alla telematica in sanità.

81 di esse ha un indirizzo di e-mail o un sito www, ma questa caratteristica non corrisponde assolutamente ad una maggiore probabilità di essere un buon target di veicolazione dell’informazione.

Alcune di queste, tuttavia, sono molto più sensibili ed attive di altre. Di esse, alcune intendono aderire al costituendo Istituto Mediterraneo per la Telematica nella Sanità (IMTeS). Esse saranno certamente un target privilegiato per la diffusione del "verbo" in tema di networking in sanità.

Ovviamente, giacché l’IMTeS sarà costituito di associazioni di categoria, università, enti pubblici e industrie nel settore delle telecomunicazioni avanzate, è evidente la posizione di privilegio che si verrà a costituire per quelle industrie che aderiranno come soci fondatori all’Istituto. La nascita dell’Istituto è prevista per il 30 settembre 1999 e le adesioni come socio fondatore saranno aperte sino alla fine dell’anno 1999.

A parte questa determinante qualificazione che sarà associata alla costituzione dell’IMTeS, alcune associazioni sono comunque un ovvio target, in quanto relative a dirigenti ospedaliere o a specialità mediche-chirurgiche che più hanno la necessità di un efficiente sistema informativo ospedaliero(HIS) o specializzato (ad esempio RIS/PACS). Ad esse, l’attenzione deve essere rivolta anche con la presenza attiva ai rispettivi congressi e workshop, sia allestendo uno stand che partecipando ad interventi orali (comunicazioni o tavole rotonde ad invito).

La associazioni di interesse sono essenzialmente:

A.N.M.C.O. - Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri

A.M.D.O – Associazione Nazionale Medici Direttori Ospedalieri

A.N.A.D.O. - Associazione Nazionale Dirigenti Ospedalieri

A.S.D.A.S. - Associazione Sindacale Direttori Aziende Sanitarie

ANAAO ASSOMED - Associazione Medici Dirigenti

ASSOCIAZIONE ITALIANA DI RADIOLOGIA MEDICA - S.I.R.M.

ASSOPRESIDI - Associazione Nazionale Industrie Presidi Medico Chirurgici

DIRSAN CONFEDIR - Confederazione dei quadri direttivi e professionali della sanità

S.I.DIR.S.S. - Sindacato Italiano Dirigenti Servizio Sanitario

SI.NA.FO. - Sindacato Nazionale Farmacisti Dirigenti del SSN

 

 

Appendici

Aziende Ospedaliere/Ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione - Ospedali di rilievo regionale

REGIONE

USL

AZIENDA

INDIRIZZO

CAP

CITTA

PR

TEL

FAX

01 Piemonte

04

C.T.O. C.R.F. - MARIA ADELAIDE

Lungo Dora Firenze, 87

10153

TORINO

TO

011 69331

011 6933267

01 Piemonte

04

O.I.R.M. S. ANNA

C.so La Spezia, 60

10126

TORINO

TO

011 3134444

011 3134201

01 Piemonte

05

S. LUIGI DI ORBASSANO

Regione Gonzole, 10

10043

ORBASSANO

TO

011 90261

011 9026602

01 Piemonte

13

MAGGIORE DELLA CARITÀ

C.so Mazzini, 18

28100

NOVARA

NO

0321 373900; 373640

0321 373708

01 Piemonte

20

SANTI ANTONIO E BIAGIO E CESARE ARRIGO

Via Venezia, 16

15100

ALESSANDRIA

AL

0131 206111

0131 235227

03 Lombardia

01

OSPEDALI RIUNITI

L.go Barozzi, 1

24128

BERGAMO

BG

035 269111

035 247245

03 Lombardia

02

SPEDALI CIVILI

P.le Spedali Civili, 1

25123

BRESCIA

BS

030 39951

030 303300

03 Lombardia

08

FATEBENEFRATELLI E OFTALMICO

C.so Porta Nuova, 23

20121

MILANO

MI

02 63631

02 63632219

03 Lombardia

13

E. MORELLI

Via Zubiani, 33

23035

SONDALO

SO

0342 808545

0342 802146

03 Lombardia

14

OSPEDALE DI CIRCOLO E FONDAZIONE MACCHI

V.le L. Borri, 57

21100

VARESE

VA

0332 278111

0332 261440

04 Liguria

03

ENTE OSPEDALIERO OSPEDALI GALLIERA

Via Mura delle Cappuccine, 14

16128

GENOVA

GE

010 5632203

010 5632699

07 Friuli Venezia Giulia

01

OSPEDALI RIUNITI DI TRIESTE

Via Stuparich, 1

34125

TRIESTE

TS

040 3992700

040 3992715

07 Friuli Venezia Giulia

04

S. MARIA DELLA MISERICORDIA

P.le S. Maria della Misericordia, 11

33100

UDINE

UD

0432 5521

0432 554255

07 Friuli Venezia Giulia

04

POLICLINICO UNIVERSITARIO A GESTIONE DIRETTA

Via Colugna, 50

33100

UDINE

UD

0432 5591; 559861

0432 559892

09 Toscana

07

S. MARIA DEGLI ANGELI

Strada delle Scotte, 14

53100

SIENA

SI

0577 585111

0577 586199

09 Toscana

10

SENESE

Via L. Giordano, 7M/13

50132

FIRENZE

FI

055 56621

055 5662400

10 Marche

01

MEYER

P.le Cinelli, 1

61100

PESARO

PS

0721 366320

0721 362470

10 Marche

07

OSPEDALE S. SALVATORE

Via Baccarani, 6

60122

ANCONA

AN

071 5965104-6

071 5965108

12 Lazio

11

G. M. LANCISI

Via Portuense, 332

00149

ROMA

RM

06 551801

06 55180433

15 Campania

02

S. CAMILLO - FORLANINI

Via Circumvallazione, 68

83100

AVELLINO

AV

0825 203111

0825 72056

15 Campania

04

S. GIUSEPPE MOSCATI

Via Tescione

81100

CASERTA

CE

0823 231111

0823 232507

15 Campania

12

OSPEDALE CIVILE DI CASERTA

Via S. Leonardo

84131

SALERNO

SA

089 671111

089 672058

16 Puglia

06

S. GIOVANNI DI DIO E RUGGI D'ARAGONA

P.zza A. di Summa, 111

72100

BRINDISI

BR

0831 5101

0831 523917

18 Calabria

04

A. DI SUMMA

Via Cattaneo, 3

87100

COSENZA

CS

0984 6811

0984 681628; 76502

18 Calabria

11

di COSENZA

Via G. Melacrino

89122

REGGIO CALABRIA

RC

0965 397111

0965 21726

20 Sardegna

08

BIANCHI - MELACRINO - MORELLI

Via Peretti, 2

09134

CAGLIARI

CA

070 5391

070 539453

07 Friuli Venezia Giulia

06

G. BROTZU

Via Montereale, 24

33170

PORDENONE

PN

0434 3991

0434 399689

 

Assessorati, Settori e Direzioni Regionali alla Sanità

REGIONE

INDIRIZZO

CAP

CITTA

PR

TEL

FAX

Assessore

REGIONE PIEMONTE - Assessorato Sanità

C.so Regina Margherita, 153/Bis

10122

TORINO

TO

011 43211

011 4324629

Antonino D'Ambrosio

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA - Statuto speciale Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale

Via De Tillier, 30

11100

AOSTA

AO

0165 273111

0165 238914

Roberto Vicquéry

REGIONE LOMBARDIA - Giunta Regionale - Settore Sanità

Via Stresa, 24

20125

MILANO

MI

02 67651

02 67653259-372

Carlo Borsani

REGIONE LIGURIA - Assessorato Sanità Servizi Sociali

Via G. D'Annunzio, 64

16121

GENOVA

GE

010 54851

010 5485492; 54855744

Franco Bertolani

REGIONE TRENTINO-ALTO ADIGE - Statuto speciale

(Provincia Autonoma di Trento) Assessorato alla Sanità

Via Gilli, 4

38100

TRENTO

TN

0461 494150-1

0461 494177

Mario Magnani

REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE (Provincia Autonoma di Bolzano)

Assessorato alla Sanità

C.so Libertà, 23

39100

BOLZANO

BZ

0471 991550

0471 991679

Otto Saurer

REGIONE VENETO – Giunta Regionale

Dipartimento per l'Igiene Pubblica

Dorsoduro 3901

30123

VENEZIA

VE

041 2792111

041 2791144

Iles Braghetto

REGIONE AUTONOMA FRIULI-VENEZIA GIULIA Statuto speciale

Direzione Regionale della Sanità

Via Riva N. Sauro, 8

34124

TRIESTE

TS

040 311670

040 3775632; 3775523

Aldo Ariis

REGIONE EMILIA ROMAGNA

Direzione Generale Sanità e Servizi Sociali

V.le A. Moro, 30

40127

BOLOGNA

BO

051 283111

051 283113

Giovanni Bissoni

REGIONE TOSCANA - Giunta Regionale

Dipartimento Sicurezza Sociale

Via di Novoli, 26

50127

FIRENZE

FI

055 4382111

055 4383022

Claudio Martini

REGIONE MARCHE – Giunta Regionale

Assessorato Sanità e Servizi Sociali

Via Gentile Da Fabriano, 9

60125

ANCONA

AN

071 8061

071 8062260

Giuseppe Mascioni

REGIONE UMBRIA - Assessorato alla Sanità e Servizi Sociali

Via M. Angeloni, 63

06124

PERUGIA

PG

075 5041; 5042096

075 5042095

Renato Locchi

REGIONE LAZIO - Assessorato Salvaguardia e Cura della Salute

Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7

00145

ROMA

RM

06 51681

06 51683547; 51685655

Lionello Cosentino

REGIONE ABRUZZO - Assessorato Regionale Sanità e Igiene

Via Conte di Ruvo, 74

65100

PESCARA

PE

085 7671

085 7672637

Vincenzo Del Colle

REGIONE MOLISE - Assessorato alla Sanità

C.so F. Bucci

86100

CAMPOBASSO

CB

0874 4291

0874 429358

Giuseppe Astore

REGIONE CAMPANIA - Assessorato alla Sanità

Via S. Lucia, 81

80132

NAPOLI

NA

081 7961111

081 7962419

Ettore Liguori

REGIONE PUGLIA - Assessorato alla Sanità

Via Caduti di Tutte le Guerre, 15

70126

BARI

BA

080 5401111

080 5403477

Michele Saccomanno

REGIONE BASILICATA - Dipartimento Sicurezza Sociale e Politiche Ambientali

Via Anzio, 75 - Pal. A

85100

POTENZA

PZ

0971 448140-3; 448136

0971 448900

Filippo Bubbico

REGIONE CALABRIA - Assessorato alla Sanità e Servizi Sociali

Via T. Campanella

88100

CATANZARO

CZ

0961 8511; 856517; 770667

0961 770665-7-8; 836558

Giuseppe Torchia

REGIONE SICILIANA - Statuto Speciale

Assessorato Regionale Sanità

P.zza O. Ziino, 24

90145

PALERMO

PA

091 6961111

091 6965571

Sebastiano Sensariello

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA – Statuto Speciale

Assessorato Igiene Sanità e Assistenza Sociale

Via Roma, 223

09123

CAGLIARI

CA

070 606282

070 6065293

Paolo Fadda

 

 

Le Facoltà di Medicina e Chirurgia

In ordine per regione e per collocazione geografica dal Nord al Sud

REGIONE

CITTA

UNIVERSITA’

INDIRIZZO

CAP

CITTA

PR

TEL

FAX

PRESIDE

Piemonte

Torino

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO

C.so Bramante, 88/90

10126

TORINO

TO

011 6672147

011 6672149

prof. Francesco Di Carlo

Lombardia

Milano

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO

Via Festa del Perdono, 7

20122

MILANO

MI

02 58352360; 58352361

02 58303774

prof. Antonio Emilio Scala

Lombardia

Brescia

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BRESCIA

Via Valsabbina, 19

25124

BRESCIA

BS

030 37151

030 3700642

prof. Luigi Caini

Lombardia

Pavia

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA I

P.le Volontari del Sangue, 2

27100

PAVIA

PV

0382 527053

0382 526390

prof. Cesare Meloni

Lombardia

Varese

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL'INSUBRIA

V.le Borri, 57

21100

VARESE

VA

0332 278273

0332 265586

prof. Paolo Cherubino

Liguria

Genova

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA

Via A. De Toni, 2

16132

GENOVA

GE

010 3537235; 3537360-1

010 3537363

prof. Umberto Maria Marinari

Veneto

Padova

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

Via N. Giustiniani, 2

35121

PADOVA

PD

049 8751533

049 8753040

prof. Angelo Gatta

Veneto

Verona

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA

Via delle Grazie c/o Policlinico Borgo Roma

37134

VERONA

VR

045 8074232

045 509103

prof. Giuseppe Tridente

Friuli Venezia Giulia

Trieste

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE

Strada per Fiume, 447 - Ospedale di Cattinara

34127

TRIESTE

TS

040 912722; 3994007

040 912915

prof. Aldo Leggeri

Friuli Venezia Giulia

Udine

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE

P.le S. Maria della Misericordia

33100

UDINE

UD

0432 559111; 559276

0432 559278

prof. Fabrizio Bresadola

Emilia Romagna

Bologna

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BOLOGNA

Via S. Vitale, 59

40126

BOLOGNA

BO

051 232468

051 233062

prof. Sandro Grilli

Emilia Romagna

Ferrara

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FERRARA

Via Fossato di Mortara, 64B

44100

FERRARA

FE

0532 291545

0532 207244; 200558

prof. Francesco Maria Avato

Emilia Romagna

Modena

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA

L.go del Pozzo, 71

41100

MODENA

MO

059 373795

059 374037

prof. Nicola Carulli

Emilia Romagna

Parma

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PARMA

Via A. Gramsci, 14

43100

PARMA

PR

0521 290375

0521 293646

prof. Almerico Novarini

Toscana

Firenze

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE

V.le G. B. Morgagni, 85 - Policlinico di Careggi

50134

FIRENZE

FI

055 417928

055 4379384

prof. Giovanni Orlandini

Toscana

Pisa

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PISA

Via Roma, 55/67

56126

PISA

PI

050 560364

050 554556

prof. Mario Annunziato Campa

Toscana

Siena

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA

Strada delle Scotte - Nuovo Policlinico

53100

SIENA

SI

0577 263288

0577 263287

prof. Lucio Andreazzi

Marche

Ancona

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ANCONA

Loc. Torrette

60131

ANCONA

AN

071 2181161

071 2206049

prof. Tullio Manzoni

Umbria

Perugia

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA

Via Brunamonti, 51 - c/o Policlinico

06100

PERUGIA

PG

075 5781; 5853494

075 5853494; 5736615

prof. Ruggero Rossi

Lazio

Roma

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA"

V.le del Policlinico

00185

ROMA

RM

06 49918203; 49911

06 49918205

prof. Luigi Frati

Lazio

Roma

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA "TOR VERGATA"

Via di Tor Vergata, 135

00133

ROMA

RM

06 2020064

06 2025485

prof. Renato Lauro

Abruzzo

L'Aquila

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI L'AQUILA

Via Vetoio - Blocco 11

67010

COPPITO

AQ

0862 433301

0862 433303

prof. Eugenio Gaudio

Abruzzo

Chieti

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI "G. D'ANNUNZIO" DI CHIETI

Via dei Vestini, 31

66013

CHIETI SCALO

CH

0871 3551

0871 355267

prof. Carmine Di Ilio

Campania

Napoli

IIª UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI

Facoltà di Medicina e Chirurgia

Via S. M. di Costantinopoli, 104

80134

NAPOLI

NA

081 299614

081 298522

prof. Francesco Rossi

Campania

Napoli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI

Via Pansini, 5

80131

NAPOLI

NA

081 746111174649997463512

081 5451510

prof. Guido Rossi

Puglia

Bari

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI

P.zza Giulio Cesare - Policlinico

70124

BARI

BA

080 5478111

080 5478666

prof. Paolo Livrea

Calabria

Catanzaro

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI REGGIO CALABRIA

Via T. Campanella, 115 - c/o Policlinico "Mater Domini"

88100

CATANZARO

CZ

0961 770278; 773291; 775007

0961 775373

prof. Pier Luigi Mattioli

Sicilia

Palermo

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMO

Via del Vespro, 129

90127

PALERMO

PA

091 6553786593277

091 6553781

prof. Giuseppe Amato

Sicilia

Messina

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MESSINA

Via Consolare Valeria - Policlinico Universitario Gazzi

98122

MESSINA

ME

090 2211; 2213551

090 2931626

prof. Francesco Tomasello

Sardegna

Cagliari

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI

Via S. Giorgio, 12 - c/o Clinica Medica

09100

CAGLIARI

CA

070 6028413

070 663651

prof. Angelo Balestrieri

Sardegna

Sassari

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI

V.le S. Pietro, 43B

07100

SASSARI

SS

079 228202; 228396

079 228213

prof. Giulio Rosati

 

 

Associazioni Economi, provveditori, Ingegneri Clinici

Associazione

INDIRIZZO

CAP

CITTA

PR

TEL

FAX

A.C.E.P. - Associazione Campana Economi e Provveditori

Via Monteruscello, 78 - Parco Cuma

80078

POZZUOLI

NA

081 5246047

081 5247016

A.E.L. - Associazione Economi e Provveditori della Sanità del Lazio

Via A. Pistola, 21

01033

CIVITA CASTELLANA

VT

0761 513737

0761 513737

A.E.P. e L. - Associazione Economi Puglia-Lucania

Economato Ospedale di Venere

Via Ospedale di Venere, 1

70012

CARBONARA

BA

080 5015111

A.L.E. - Associazione Lombarda Provveditori Economi

Via S. Martino, 15

20122

MILANO

MI

039 2333707

039 367208

A.L.P.E. - Associazione Ligure Provveditori Economi

Via Mura delle Cappuccine, 14

16128

GENOVA

GE

010 5632220

010 5632259

A.P.E. - Associazione Piemontese Provveditori Economi

Largo Dora Firenze, 87

10153

TORINO

TO

011 2913342

A.P.E.C. c/o A.S.L. 7

Via V. Cortese, 25

88100

CATANZARO

CZ

0961 703220

0961 703269

A.R.E. - Associazione Regionale Economi Emilia Romagna e Marche c/o Azienda Usl di Imola

Via Amendola, 2

40026

IMOLA

BO

0542 604412

0542 604432

A.R.E.A. - Associazione Regionale Abruzzo

Via Porta Romana, 6

67039

SULMONA

AQ

0864 499511

0864 499529

A.R.P.E.S. - Associazione Regionale Provveditori Economi Sardegna

Via Copenaghen, 11

09129

CAGLIARI

CA

070 495813

A.R.T.E. - Associazione Regionale Tosco-Umbra Economi Provveditori

Via Lungarno S. Rosa, 13

50142

FIRENZE

FI

050 2285648

A.T.E. - Associazione Triveneta Economi-Provveditori aderente alla F.A.R.E. Federazione Associazioni Regionali Economi

Via Ronchi, 31

30037

SCORZÈ

VE

A.I.C. – Associazione di Ingegneria Clinica

 

 

Associazioni Dirigenti medici (target selezionati)

Associazione

INDIRIZZO

CAP

CITTA

PR

TEL

FAX

A.N.M.C.O. – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri

Via A. La Marmora, 36

50121

FIRENZE

FI

055 571798

055 579334

A.M.D.O – Associazione Nazionale Medici Direttori Ospedalieri

A.NA.D.O. – Associazione Nazionale Dirigienti Ospedalieri

Via Gaeta, 27

03023

CECCANO

FR

0775 625252; 6252472

0775 626224

A.S.D.A.S. – Associazione Sindacale Direttori Aziende Sanitarie

Via Nazionale, 75

00184

ROMA

RM

06 485828

06 4881073

ANAAO ASSOMED

Via Barberini, 3 Int. 12

00187

ROMA

RM

06 4820154

06 48903523

ANAAO ASSOMED - Associazione Medici Dirigenti

Sede amm.va: Via G. B. Pergolesi, 18

20124

MILANO

MI

02 6694767

02 66982507

ASSOCIAZIONE ITALIANA DI RADIOLOGIA MEDICA - S.I.R.M.

Via della Signora, 2

20122

MILANO

MI

02 76006121

02 76006108

ASSOPRESIDI - Associazione Nazionale Industrie Presidi Medico Chirurgici

Via Toscana, 10

00187

ROMA

RM

06 42815329

06 42746864

DIRSAN CONFEDIR - Confederazione dei quadri direttivi e professionali della sanità

Sede amm.va: P.zza G. Belli, 2 c/o Confcommercio

00153

ROMA

RM

06 5866298; 5866210

06 5809425

S.I.DIR.S.S. - Sindacato Italiano Dirigenti Servizio Sanitario

Via Nazionale, 75

00184

ROMA

RM

06 4882054

06 4883661

SI.NA.FO. - Sindacato Nazionale Farmacisti Dirigenti del SSN

L.go Arenula, 11

00186

ROMA

RM

06 6876408

06 6865479